Come ogni anno, torna l’appuntamento con la nostra bussola finanziaria – giunta ormai alla settima edizione – per il risparmio e gli investimenti. In linea con l’impegno già dimostrato in passato, ci sentiamo in dovere di invitare i lettori a non prendere decisioni avventate, figlie dell’emotività e/o dei suggerimenti di qualche amico ‘guru’ della finanza – a tal riguardo gli articoli sui bitcoin dovrebbero aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati – ma di fare affidamento su chi fa della finanza la propria professione.

Fatta questa breve introduzione, entriamo nel vivo dell’analisi dando uno sguardo preliminare, e con lo specchietto retrovisore, al 2017.

Nella scorsa edizione della ‘bussola’ vi avevamo allertato circa le “…nubi all’orizzonte, pronte a scatenare la tempesta perfetta” precisando che esse non avrebbero dovuto “…farci…perdere la lucidità riguardo alle nostre scelte di investimento”; esse, infatti, sarebbero state utili a “…creare delle opportunità … (da) non farci sfuggire”. Ci siamo riusciti?

Se avete adottato un approccio rigoroso, grazie alle vostre competenze personali o a quelle del professionista al quale avete deciso di accordare la vostra fiducia, il 2017 è stato un anno in cui i tassi negativi del mondo finanziario dei giorni nostri (narcotizzato dalla liquidità emessa dalle banche centrali mondiali) non hanno intaccato i vostri patrimoni; anzi, sarete stati le “volpi” che hanno approfittato delle opportunità disponibili sul mercato azionario, ma anche di quei comparti dell’obbligazionario che non hanno risentito in modo sostanziale dell’inizio del rialzo dei tassi d’interesse.

Cosa ci riserva il 2018?

Turbolenze. Inutile fare troppi giri di parole e rimanere nella schiera dei tanti esperti di finanza che non intendono assumersi responsabilità. Il 2018 sarà un anno impegnativo, punto.

Tutto pronto per il tracollo, dunque? Assolutamente no! Periodicamente il sistema finanziario mondiale, e in particolar modo le borse, hanno bisogno di “tirare il fiato” e di ricordare agli investitori che la via verso l’alto non è l’unica direzione possibile. Perciò il faro è volto verso le occasioni giuste per dare una “scossa” ai mercati e, soprattutto, ad intimorire i piccoli risparmiatori più sensibili all’innalzamento dei livelli di volatilità.

Come difendersi?

Lo scorso anno vi abbiamo ricordato l’importanza della liquidità, ma anche del suo essere un’arma a doppio taglio: investendo mi espongo a rischi di perdite in conto capitale; tuttavia, se non investo rischio di perdere opportunità che un peggioramento macroeconomico potrebbe spazzare via in breve tempo. Da tale constatazione nacque l’analisi sull’approccio all’investimento ed al risparmio di : volpi, tori ed orsi.

Se lo scorso è stato (come avevamo previsto) l’anno delle volpi (ma anche di molti tori), siano finalmente giunti alla rivalsa degli orsi? Cerchiamo di capirlo analizzando i principali driver di mercato per i prossimi mesi: in primis, gli equilibri politici internazionali per politiche coordinate di sviluppo economico; in secundis, le scelte della FED in merito alla consistenza dell’innalzamento dei tassi d’interesse; da ultimo, ma non meno importante, il peso delle transazioni quantitative degli algoritmi dei robot-investitori (su questo punto ci riserviamo di approfondire l’argomento in un articolo ad hoc).

Sulla base di tutto quanto ciò analizzato, molto probabilmente siamo giunti ad un punto di svolta dopo anni di mercati finanziari “dopati” dalla liquidità messa in circolo dalle banche centrali mondiali. Tuttavia, se esiste ancora un nesso fondamentale tra economia finanziaria ed economia reale, suggeriamo di fare molta attenzione a non essere troppo pessimisti e ad attenderci un tracollo paragonabile a quelli registrati agli inizi del XXI secolo (2000-2001 e 2007-2008). Probabilmente andremo in contro ad una sorta di “malanno di stagione” piuttosto che ad una rara malattia genetica difficile da curare. Pertanto, allacciamo le cinture e cerchiamo di individuare quelle tipologie di investimenti che sono in grado di difenderci maggiormente nelle fasi di ribasso (settore obbligazionario Investment Grade), ma anche di cavalcare il potenziale di rimbalzo di medio-lungo periodo limitando lo spazio al ribasso dei valori di mercato(settore azionario Giant/Large Cap).

Rinnovando gli auguri per un positivo 2018, vi invitiamo a seguire quotidianamente la nostra pagina di economia e finanza su #FinanceCuE.

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