Come ad ogni inizio d’anno, anche per il 2017 siamo pronti a presentarvi la nostra Bussola per il risparmio e gli investimenti. Questo appuntamento con la Bussola, giunto al sesto anno, ha sempre avuto l’obiettivo di rinfrescare la memoria dei lettori (più o meno esperti della materia) in riferimento ad alcune delle più diffuse tipologie di investimenti finanziari, ma anche (e soprattutto) ricordare loro l’inscindibile legame che contrappone il rendimento atteso ed il rischio che si è disposti a sopportare per conseguirlo.

Le nubi all’orizzonte, pronte a scatenare la tempesta perfetta su un’economia globale ancora fragile, non devono farci, tuttavia, perdere la lucidità riguardo alle nostre scelte di investimento. Queste stesse nubi, infatti, potrebbero creare delle opportunità che, nel mondo (artificiale) in cui viviamo da qualche anno, con tassi d’interesse negativi (su molti degli investimenti obbligazionari tradizionali e maggiormente diffusi tra i piccoli investitori), dovremmo essere bravi a non farci sfuggire.

Se avessimo ascoltato, negli anni passati, gli appelli allarmati di molti economisti circa i rischi di bolle e crolli dei mercati, probabilmente oggi non avremmo perso denaro investendo in azioni, obbligazioni e/o strumenti finanziari alternativi. La realtà, tuttavia, dimostra ben altro, con numerose tipologie di investimenti, dall’azionario all’obbligazionario, passando per le materie prime (più volte da noi individuate, già nella Bussola degli scorsi anni, come vero cavallo vincente per gli anni a venire) che hanno regalato non poche soddisfazioni a quanti hanno voluto prendere spunto dalle nostre riflessioni.

Questo è quanto si è verificato nel recente passato, ma cosa prevedete per il futuro?

A questa domanda non possiamo rispondere senza una necessaria premessa. Il contesto macroeconomico nel quale viviamo ha reso la distinzione tra quelli che possiamo definire breve periodo (12-24 mesi) e lungo periodo (3-5 anni) sempre più sfumata. Senza un approccio professionale (e rigoroso) alle scelte di investimento, con indispensabili scelte “strategiche” e “tattiche”, il rischio di farsi sopraffare dagli eventi è concreto.

Attualmente i mercati sono trainati dalle speranze, ma anche agitati dai timori, legati alle scelte politiche del nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump. I mercati, chi ci segue da più a lungo lo ricorderà, sono spesso colpiti da reazioni a catena il cui “innesco” può, purtroppo, essere puntualmente individuato solo a posteriori.

I livelli di indebitamento, pubblico e privato, sono in netto aumento in quasi tutte le nazioni del globo terrestre, e le politiche monetarie espansive delle Banche Centrali non stanno producendo i risultati sperati.

Quindi, conviene investire oppure lasciare la liquidità sul conto corrente?

La liquidità, divenuta quasi un “problema” per chi non è stato fino ad oggi in grado di trovare una sua allocazione idonea (in base alle proprie caratteristiche di investitore), rappresenta un’opportunità in questo mondo fatto a posta per le “volpi”. I Tori (investitori che si attendono un rialzo dei mercati), infatti, potrebbero peccare di eccessivo ottimismo verso il futuro; mentre gli Orsi (investitori che, diversamente, credono in un prossimo ribasso) potrebbero essere già usciti dai mercati, ammesso e non concesso che vi siano entrati nel recente passato.

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Perché è un contesto di mercato favorevole per le Volpi?

La Volpe, si sa, è un animale furbo, pronto ad approfittare delle opportunità che il destino presenta loro, ma anche di fuggire dai pericoli che si nascondono dietro l’angolo. Il 2017 sarà il loro anno perché questo sarà l’anno in cui le scelte tattiche (lungi dal poter essere slegate da quelle strategiche!), segneranno il buono ed il cattivo tempo nelle nostre scelte di investimento.

In conclusione della Bussola 2017, confermiamo (anche per quest’anno) l’esistenza di concrete opportunità negli investimenti riguardanti il settore delle materie prime.

Anche l’azionario potrebbe riservare sorprese, soprattutto per quanti saranno disposti a sopportare forti oscillazioni dei valori di mercato (occhio se siete deboli di cuore); consolidare, seppur in parte, i guadagni non sarebbe una cattiva idea, magari accumulando “munizioni” per i mesi a seguire.

Il de profundis del mercato obbligazionario lo abbiamo già pronunciato in passato, ragion per cui invitiamo i lettori a cercare alternative di investimento, quali, ad esempio, fondi bilanciati e fondi inflation linked (ecco che anche quest’anno lanciamo la nostra scommessa per il futuro).

Augurando a tutti un 2017 di fortune e, soprattutto, di scelte finanziarie consapevoli, vi diamo appuntamento al prossimo articolo su #FinanceCuE.

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