Close-up Engineering ha avuto il piacere di conoscere lo SmartLab Coworking di Manfredonia nel corso dell’ultima riunione organizzativa estiva, tenutasi proprio presso la loro accogliente struttura.

Il settore dell’edilizia e quello del design, seppur in maniera diversa, studiano quotidianamente soluzioni che evolvono sempre più nella direzione della sostenibilità. Oggi giorno, infatti, è diventato indispensabile pensare alla sostenibilità ambientale, economica e sociale di ogni progetto.

Proprio a questi tre principi si sono ispirati i fondatori di SmartLab Coworking per il concept e per la realizzazione della loro struttura, dei suoi spazi (davvero moderni e confortevoli) e dei suoi arredamenti (tutti rigorosamente “home made”).

Daniel Libeskind, uno dei più affermati architetti del momento, autore del museo dell’olocausto a Berlino e vincitore del concorso per la ricostruzione di Ground Zero a New York, sostiene che ”è folle progettare un’architettura o un oggetto di design, senza pensare alle risorse, all’ecologia, all’ambiente”.

Lo sviluppo sostenibile risponde ai bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di rispondere a quelli che saranno i loro bisogni” ha dichiarato, inoltre, la primo ministro norvegese Gro Harlem Brundland.

In questa direzione intende progredire il progetto ideato dai quattro soci fondatori di SmartLab Coworking (Matteo Gentile esperto di web marketing, Miriam Grassi ingegnere edile, Orazio Gentile imprenditore edile e Pasquale Conoscitore videomaker) che si stanno cimentando, con successo, nella sperimentazione di nuove forme di aggregazione, lavoro ed occupazione.

L’aspetto che ci ha colpito maggiormente, e che noi Close-up Engineering abbiamo sempre ritenuto fondamentale, riguarda la progettazione e l’impostazione stessa del concetto di coworking. Nello specifico, l’Ing. Miriam Grassi, insieme al nucleo fondante dei coworker dello SmartLab, ha considerato attentamente i tre aspetti principali della sostenibilità:

– Ambientale: il principio è stato messo in atto attraverso il recupero ed il riuso creativo di elementi che sarebbero stati scartati ed, invece, sono stati utilizzati in altra forma rispetto alla loro funzione iniziale (es. barattoli salsa per vasi, tavole in legno per mensole, reception, tavoli, altalene con putrelle dismesse e corde da marinai);

– Economica: il budget limitato, frutto di un investimento del tutto privato,  ha aiutato lo stimolo della fantasia per trovare soluzioni economiche e congeniali alle esigenze pratiche ed all’estetica dell’arredamento;

– Sociale: l’idea di coworking è, già di per sé, ad ampio sfondo sociale, per la collaborazione e l’interazione naturale tra le diverse professioni. Nella fase di progettazione e realizzazione, si è creato un matching tra professionisti e artigiani che manualmente hanno realizzato ogni parte del coworking.

In definitiva, lo SmartLab Coworking di Manfredonia sembra avere tutte le carte in regola per dare nuova linfa alla libera iniziativa imprenditoriale e professionale del territorio in cui opera e, perché no, anche dei paesi limitrofi.

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