Il petrolio è stato protagonista della storia umana fin dai suoi inizi: causa di guerre, scandali, lusso sfrenato e ricchezze insperate. Questo articolo cercherà di fare un po’ di chiarezza su vari aspetti legati al mondo dell’oro nero.

Che cosa significa OPEC?

L’acronimo OPEC sta per “Organization of the Petroleum Exporting Countries”, ovvero l’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio. È un’associazione economica, fondata nel 1960. Ha una sorta di spin-off arabo, chiamato OAPEC, fondato nel 1968 in Kuwait. Dal 2016, il segretario generale è il nigeriano Mohammed Barkindo.

Quali Paesi ne fanno parte?

Attualmente, l’organizzazione conta 14 membri, sparsi in tre continenti. Tra questi Paesi, troviamo Stati in profonda crisi socio-economica (Venezuela), con conflitti al loro interno (Iraq e Nigeria), partecipanti a conflitti fuori dai loro territori (Iran e Arabia Saudita in primis) e Paesi che potrebbero essere tranquillamente definiti falliti (Libia). Inoltre, Iran e Arabia si fronteggiano in una sorta di guerra fredda non dichiarata, il che rende la loro coesistenza all’interno dell’organizzazione quanto meno complicata.

Tabella raffigurante i livelli di PIL dei Paesi dell'OPEC e dell'Italia (in US$)
Tabella raffigurante i livelli di PIL dei Paesi dell’OPEC (in US$). L’Italia è inserita per una più immediata comprensione dei dati. *Il numero a lato del nome dei Paesi, indica la loro posizione nella classifica globale sulla base del PIL

Come si misura la produzione di petrolio?

L’unità di misura convenzionale è il barile (b). Esso misura il volume del petrolio prodotto, in un range che varia tra i 100 e i 200 litri. Nella top 10 dei maggiori produttori di petrolio, la metà sono membri dell’OPEC. Lo scettro spetta alla controversa Arabia Saudita.

Com’è organizzata l’OPEC?

L’OPEC tiene delle conferenze nel suo quartier generale a Vienna, almeno due volte l’anno. Il sistema di voto è di “un voto per Paese” e vige il principio dell’unanimità. Ogni Stato è obbligato a pagare una quota di partecipazione che va poi a formare il budget annuale dell’OPEC. Benché in principio ogni Paese abbia lo stesso peso degli altri tredici, l’Arabia Saudita ha il ruolo di de facto leader in virtù della sua posizione di maggior esportatore al mondo.

Perché i Paesi dell’OPEC non commerciano anche il Brent?

Con il termine “Brent” ci si riferisce al petrolio estratto in Europa. Questa parola deriva da un giacimento scoperto nel 1971 nel mare del Nord, al largo della Scozia. Esso rappresenta, per certi versi, il rivale del petrolio targato OPEC. Il suo prezzo influisce nelle compravendite mondiali petrolifere per il 60%.

Quanto potere ha l’OPEC nel mondo?

L’OPEC si autodefinisce un’associazione che garantisce la stabilità del mercato petrolifero. Importanti economisti l’hanno definita un vero e proprio cartello volta al controllo della concorrenza. La verità sta nel mezzo. L’organizzazione era nata come risposta allo strapotere delle “sette sorelle”, un gruppo di compagnie petrolifere di vari Paesi che monopolizzavano il mercato. Data la particolare volatilità di questo mercato, si viene a creare una situazione in cui ogni Paese dell’OPEC ha interesse ad abbassare il prezzo del suo petrolio e a superare la quota di produzione ad esso assegnata. Questo individualismo fa si che l’OPEC non sfrutti a pieno il potere potenziale che avrebbe agendo come entità coesa.

Quale futuro per l’OPEC?

La coabitazione all’interno dell’organizzazione di due Paesi rivali, come Iran e Arabia, potrebbe portare a una spaccatura e a una conseguente alleanze degli altri Paesi con una o l’altra potenza. Inoltre le precarie condizioni economiche, sociali e strutturali di Paesi come la Libia e il Venezuela, già da tempo pongono un freno alla forza dell’OPEC. I possibili scenari sono molteplici, da un’espulsione di certi Paesi membri all’ingresso di qualche nuovo Stato. Tuttavia l’attuale crisi qatariota, nella quale 10 Paesi hanno tagliato le relazioni diplomatiche con il Qatar (tra cui Arabia, Libia-Tobruk e E.A.U.), pone più di un dubbio sulla sopravvivenza dell’OPEC come lo conosciamo oggi.

LASCIA UN COMMENTO